martedì, settembre 18, 2007

De Partibus Animalium [1]. La Militia Christi



Da cosa nasce cosa. Guardando il filmato sulla ritrovata messa in latino che ho commentato qualche giorno fa mi ha incuriosito la menzione, da parte di un suo affiliato, della Militia Christi (un soldato, dunque, a dispetto dell’aria bonacciona). Poiché da costui proveniva un consiglio tanto sgangherato come quello di capire la Passione di Cristo attraverso l’omonimo film di Mel Gibson (con buona pace di altri autorevoli filmoni sul tema), ho voluto scoprire in quale alveo e da quale fonte scorresse mai un tal fiume di dottrina.

Detto, fatto: mi sono letto testi e guardato foto del sito http://www.militiachristi.it/ trovandovi cose bastevoli a sostanziare un post con cui inaugurare una nuova serie polemica, che intitoleremo De Partibus Animalium. Serie dedicata alla individuazione e dissezione degli strani ibridi ideologici, bizzarre chimere o pericolosi dinosauri che siano, incarnati da singoli o da gruppi i quali, con la loro accozzaglia di pezzi male assemblati e che dovrebbero essere estinti da tempo, quasi fan sembrare nobili creature i grandi partiti.

Ad Sidera non vuole surrogare è wiki, quindi non starò a farvi un riassunto particolareggiato della storia della MC, e dei suoi capisaldi ideologici, che anzi vi invito a leggere direttamente. Posso in breve descriverne lo spirito come una ventata di ideologia ancor peggiore di quella del Concordato. Quello fu stipulato da un Mussolini perfettamente consapevole del suo valore strumentale (“Essendo d’accordo col Papa si domina ancora la coscienza di 100 milioni di uomini” - Discorso alla Camera del 5 maggio 1929) mentre qui ci si riferisce, con entusiastica viscerale adesione, alla sovranità di Cristo che si dovrebbe tradurre, da dominio del cuore del singolo (cf. il vessillo della MC), in (auspicio di) dominio politico esercitato da colui che del Nazareno sarebbe il vicario in terra - a partire, ça va sans dire, da Roma caput mundi e dall’Italia. In questo sito, in cui re si scrive ancora, deamicisianamente, con la maiuscola (ma “sì” senza accento, a giudicare dagli striscioni), la parola si riferisce di preferenza al Romano Pontefice.

Strani strabismi e miscugli emergono. Nonostante si voglia sottolineare l’estraneità di Pio XII alla persecuzione degli ebrei (http://www.militiachristi.it/Riflessioni_e_Formazione_art._7.hm), si ha poi una convergenza di fatto con il (neo)nazifascismo: nello stile, a partire dal gotico del nome, nel lessico (“onore ai caduti pontifici”), nei temi: no veemente a coppie di fatto, immigrazione, aborto e così via, il tutto presentato come costitutivo di una minaccia imminente cui si opporrebbe appunto la militanza nell’Armata dell’Unto. Chi avesse voglia di fare un po’ di spazzaturistica comparata potrebbe infatti rilevare le enormi somiglianze con Forza Nuova (http://www.forzanuova.org/), ad esempio l’ossessione antimassonica che richiama quella analoga del Benito (il complotto pluto-giudaico-massonico…).

Apprendiamo poi su wiki che il movimento si dichiara “Cattolico ma non antiebraico”. I buoni cattolici esenti da antisemitismo proveranno, nel leggere questa specificazione, quel che hanno provato generazioni di donne non bionde nell’ascoltare di Marina, “mora ma carina” (che in realtà è una finissima citazione scritturale).

Altre meraviglie. Si insiste che i capisaldi della fede sono perfettamente afferrabili dal senso comune, e poi si cita una qualcosa di evidente e universale e sempre esistito come l’infallibilità papale. Non si può dire però che il sito della MC sia superficiale: qui le cose si argomentano e si spiegano fin nei minimi particolari… Impariamo ad esempio da una nota a un testo di un certo spessore (http://www.militiachristi.it/Riflessioni_e_Formazione_art._6.htm) che “La gnoseologia è quella branchia della filosofia che studia la conoscenza umana.” Per tacer delle pinne. Con questa notazione termino dunque in perfetta coerenza tematica questo primo articolo del triste bestiario, per il quale si accettano suggerimenti e candidature.

Valete.

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